1920 - 1935 Il calcio ad Isola Liri nacque ufficialmente il 21 giugno del 1925. Un anno storico per la città, per un'intera comunità di sportivi che da allora ha sempre seguito le vicende, le sorti della sua amata squadra: gioie e delusioni, campionati vinti e retrocessioni, hanno accomunato tutti gli Isolani. Iniziamo dal principio, dal primo pallone che “mise piede” ad Isola del Liri. Era l'aprile del 1920, quando Pasquale Truglia tornò da Taranto con la sfera di cuio, e fu subito amore. “Il nostro personaggio e la sua sfera di cuoio, in pochissimo tempo a Isola del Liri, diventarono più gloriosi e popolari di Sua Altezza Reale il Re e della sua Consorte” scriveva il giornalista e scrittore isolano Romolo Pizzuti nel suo “Storia del Calcio Isolano”, dato alle stampe dopo la vittoria nel campionato di I Categoria nel 1984. Dopo cinque anni di tornei rionali, di sfide appassionanti, il 21 giugno del 1925 nacque l'U.S.I.L, l'Unione Sportiva Isola Liri. La società era composta da sette membri (il Comitato), soci Onorari e da soci Ordinari: tutti versavano una quota mensile e settimanare, tutti erano giocatori. Il primo problema per la neonata era il campo sportivo e si iniziò a giocare nel campo boario, al Capocroce, dove oggi sorge la Scuola Garibaldi. Sempre al Capocroce, nel vicolo Puccini, era ubicata la prima sede. “Il campo, in quel tempo, aveva una forte pendenza; era quasi in salita ed era più simile ad una pista nevosa ove si poteva benissimo praticare lo slalom gigante” raccontava sempre Pizzuti nel suo libro, a indicare le difficoltà dei primi anni. I giovani pionieri isolani fecero coniare un centinaio di distintivi, a forma di quadrato, con scritto USFIL. All'iniziale sigla USIL venne aggiunta una “F”, perché all'epoca tutto doveva essere Fascista. Per rappresentare la squadra vennero scelti due colori: il bianco ed il rosso. Non fu compito facile per i pionieri isolani individuare i colori sociali e presero spunto dal gonfalone della città, biancorosso appunto con una torre, due gamberi e la scritta “Insula Filiorum Petri”. Per dieci anni i giovanotti dell'Isola organizzarono tornei ed amichevoli con la seguente formazione base: Silla, Notarantonio, Osvaldo, Merenghino, Truglia I, Cordante, Davide Gabriele detto Daviduccio, Ci Ciocco, Bonini, Urbini, Costantini. Adesso mancava un vero e proprio campo sportivo. Il terreno per la costruzione lo donò senza esitazione il conte Arduino Mangoni di S.Stefano, vero sportivo che sposò la causa del “pallone”. In zona Nazareth venne così costruito il campo da giuoco, in seguito ribattezzato a nome del conte, anche se ancor oggi abitudine chiamarlo Nazareth. In città impazzavano tornei rionali, le squadre si chiamavano: Girardengo, S.Maria, La Cattolica, S.S.S.P Sempre Pronti, La Uragano, La De Pinedo. Si organizzavano amichevoli con squadre dei paesi vicini e non come Fiuggi, Avezzano, Sora, di Atina, di Cassino, di Formia, di Pontecorvo e altre. "Il calcio insomma era il vero calcio-sport, non contaminato da ingaggi da "mercato" e cose del genere. Era un calcio puro e senza entrare in polemica con il calcio moderno si può affermare con la più spassionata obiettività che quello fu calcio "kantiano" praticato solo e soltanto perchè esigenza profonda e sentita dall'animo della gioventù" da "Storia del Calcio Isolano" di Romolo Pizzuti. 1935 - 1939 Nella stagione 1934-35 l'Isolaliri, guidata dal presidente Osvaldo Emery, prese parte al primo campionato agonistico organizzato dalla Figc, nella I Divisione Laziale. La prima stagione fu catastofica, l'unica vittoria arrivò perché gli avversari romani della Italcavi non si presentarono. Al secondo anno i biancorossi conclusero al primo posto stravincendo il proprio girone, ma agli spareggi, con la Roma III, un arbitraggio scandaloso spense i sogni di vitttoria e al Nazareth, la giacchetta nera dovette fuggire dall'ira degli isolani “scalando la collina e raggiungendo la strada ferrata che sovrasta il campo sportivo” Nel 1937-38 l'Isola Liri partecipò al campionato di II divisione laziale e contemporaneamente a quello dell'XI zona e solo per poco non conquistò la vittoria finale. 1939 in poi..
La Grande Guerra fermò per qualche anno l'attività calcistica, alla ripresa dell'attività, nel 1946, la società prese il nome di ASACI abbandondo la sigla Usfil e la formazione era composta da tutti isolani. Negli anni cinquanta l'Isola salì in Promozione in due occasioni: una prima volta nel 52-53, ma venne retrocessa per illecito; l'altra nel 54-55 che segnò un lungo periodo nella categoria, fino al 1965. Di questi anni restano le indimenticabili sfide con il Sora. Una storia che continua, che non si ferma mai e arriva fino ai nostri giorni e andrà avanti. Il fiume Liri, con le sue Cascate, ne ha visti di festeggiamenti. La vittoria della I Categoria, nella stagione 77-78 segnò un anno di record. La formazione biancorossa, allenata da Del Sette, vinse 23 partite su 30, ne pareggiò 7; segnò 59 reti, subendone solo 8 e il portiere Claudio Romano stabilì il primato di imbattiblità nazionale, consistente in 1250 minuti. I biancorossi firmarono anche il miglior punteggio in un campionato a 16 squadre con 53 punti, con la Juventus ferma a 51. Nella stagione 83-84 arrivò il ritorno in Promozione con Fabio Salvatici in panchina e dopo un interminabile testa a testa con la Policassino, terminato all'ultima giornata nella trasferta di Itri,dove erano presenti circa 1000 sostenitori isolani. Con Claudio Di Pucchio in panchina(86-87) i ragazzi isolani conquistarono per la prima volta la “quarta serie”, l'Interregionale. Categoria che li ha visti protagonisti fino alla stagione 98-99, con la mesta discesa in Eccellenza. In questi tredici anni il sogno è sempre stato la serie C2. Il salto tra i "prof" è sfuggito più volte sia al “Presidentissimo” Edoardo Elia che a Vittorio Brandolini, primo dirigente per quattro stagioni; sia a Domenico Fiore che a Stefano Trotta. In questi anni l'Isola ha collezionato sempre buoni piazzamenti, mai riuscendo a giungere prima. Di queste stagioni si ricordano il Nazareth sempre pieno e anche delle sfide che rimarranno a lungo nella memoria dei tifosi isolani. In particolar modo la partita che vide l’Isolaliri vincere per quattro reti a zero contro il Sora nel ’90. Inoltre in questi anni hanno calcato il manto dello stadio veri e propri talenti come Giobbe,Delle Donne,Piochi,Capasso,Buccilli, Spataro,Cinelli,Parisi,fino ad arrivare ai fratelli Ambrosi e tanti altri ancora. Il sogno della C2 è sempre vivo, perchè al quarto anno nell'Eccellenza laziale la società composta prevalentemente da isolani (capeggiati dal presidente Ennio Quadrini), chiama Sandro Grossi a guidare una banda di giovani che riescono a riportare in serie D l'Isolaliri, dopo lo spareggio di Fagagna (Ud), contro il Pozzuolo del Friuli. Il resto è storia recente, tre campionati(dal 03 al 06 prima con Grossi e poi con Perrotti) di Interregionale terminati nei play-off, una galloppata verso la Coppa Italia con mister Fabrizio Perrotti e il trofeo sfuggito solo in finale. Per quanto riguarda la stagione 06/07 la società si è rivolta al passato,con il ritorno del tecnico Mario Buccilli(già presente nel92/93 ed ex calciatore), e la stagione è stata senza dubbio soddisfacente, raggiungendo i play off e totalizzando ben 64 punti,record per l’Isolaliri Calcio fino a questo momento. Ma la stagione più importante e gloriosa per l’Isolaliri doveva ancora arrivare,ovvero quella che le avrebbe spalancato dopo tanti tentativi le porte del professionismo. E così nell’estate 2007 Marcello Costantini assume in prima persona il ruolo di presidente, promettendo fin da subito acquisti degni di categoria superiore da affiancare ai confermati e affidandosi ad un nuovo tecnico,l’emergente Pino Ferazzoli,fratello del Fabrizio che nei primi anni ’90 aveva indossato la maglia biancorossa. Comincia quindi il campionato tra mille speranze e tanta voglia di vincere,ed i fatti daranno ragione ai biancorossi con un’Isolaliri che si rivelerà una corazzata occupando la prima posizione in classifica dalla prima giornata,disturbata solo dalla squadra sarda del Castelsardo. L’appuntamento con la storia arriverà domenica 30 marzo 2008,quando ad Ostia gli uomini di Ferazzoli vincono grazie a Giacalone che firma il 2-1 su punizione(sua anche la prima rete) regalando la vittoria matematica alla squadra e a tutti i tifosi giunti per l’occasione.Per l’Isolaliri dopo 83 anni è SERIE C2. .
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